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  • Luisa Candido

Tracciamento delle filiere in BlockChain

Aggiornamento: 28 gen 2022

Sicurezza, Trasparenza e Automazione



Tutti noi abbiamo sentito parlare di blockchain e dei volatili rendimenti che sono possibili nei mercati delle criptovalute, ma pochi sanno che la stessa tecnologia può essere applicata a molti altri casi d’uso, ad esempio al tracciamento delle filiere di produzione.

Immaginate ad esempio di essere produttori di un determinato bene e di voler dimostrare di usare solo componenti di origine green. Dovreste tracciare i flussi in ingresso seguendo ogni loro fase, dalla scelta delle materie prime, alla loro lavorazione, fino all’imballaggio e alla distribuzione dei prodotti finali. Al momento, questo viene fatto attraverso un processo di etichettatura e certificazione, che però non permette di convalidare ogni singolo lotto della filiera. Per complicare ulteriormente le cose, ogni ente certificatore impone il proprio processo di certificazione, costringendo il produttore a seguire diverse prassi amministrative in parallelo.

La blockchain può di fatto sostituirsi all’autorità certificatrice centrale, essendo in grado di registrare automaticamente ogni transazione eseguita in un ledger distribuito (o libro mastro) consultabile dai diversi attori che formano la filiera, ma impossibile da manipolare. La sua applicazione a questo campo presenta una serie di vantaggi.

Sicurezza e immutabilità

Ad ogni step della filiera di produzione in cui avviene uno scambio di dati o una transazione, questa tecnologia memorizza, condivide e sincronizza i dati in blocchi di informazioni, in maniera immutabile. Ogni nuovo blocco è collegato al blocco precedente, creando una catena di blocchi (da cui prende il nome in inglese). Ogni blocco deve contenere le stesse informazioni dei suoi omologhi contenuti in diversi server, detti nodi. Nel momento in cui ci dovesse essere una differenza tra le informazioni contenute nei diversi nodi verrebbe lanciato un allarme di potenziale manipolazione e la situazione reale verrebbe ricostruita. Un meccanismo di consenso stabilisce le regole per la verifica, la convalida e l'aggiunta di transazioni al libro mastro, le cui copie sono aggiornate in tutta la rete in modo permanente.

Trasparenza e fiducia tra le parti

Come si è detto, questo strumento aiuta i fornitori di beni e servizi a certificare l’origine green della materia prima, ma anche gli altri attori facenti parte della filiera possono trarre vantaggio dalla soluzione, valorizzando la sostenibilità del loro lavoro. Inoltre, ogni partecipante ha la possibilità di monitorare e tracciare la merce in real-time. La blockchain ha il potere di ispirare fiducia attraverso l'intera catena di creazione del valore, che si tratti di gestione dell'energia e fluidi rinnovabili, o qualsiasi altra filiera.

Automazione ed efficienza

Oltre a garantire un altissimo livello di certezza e sicurezza dei dati, la blockchain è sinonimo di efficienza, poiché permette di automatizzare processi tradizionalmente manuali e persino cartacei, utilizzando gli smart contract. Questi ultimi sono algoritmi che si eseguono senza la necessità di intervento umano, quando si soddisfano le condizioni alla base del contratto intelligente: ad esempio uno smart contract può essere programmato per realizzare un pagamento in automatico, nel momento in cui un bene o servizio è stato consegnato e registrato.

In conclusione, la blockchain rappresenta lo strumento condiviso tra i partecipanti di una o più filiere di produzione di beni o servizi, che garantisce immutabilità dei dati e quindi trasparenza per i consumatori finali e fiducia tra tutte le parti coinvolte. Questa tecnologia digitalizza processi complessi, senza mettere in discussione la veridicità delle certificazioni, e permette di valorizzare quei prodotti o servizi che mettono in primo piano la sostenibilità ambientale e sociale del mondo in cui viviamo.



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